Proposta per il reclutamento di ricercatori all’estero in risposta al piano investimenti straordinario del Decreto Rilancio

Pubblichiamo qui di seguito la nostra proposta, sostenuta anche da altre Associazioni, per il reclutamento di ricercatori all’estero da destinare al Ministro dell'Università e della Ricerca e ai Rettori delle Università Italiane.

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A: Ministro dell’Università e Ricerca

CRUI – Conferenza dei Magnifici Rettori delle Università Italiane

 

Oggetto: Proposta per il reclutamento di ricercatori all’estero in risposta al piano investimenti straordinario del Decreto Rilancio (DL 34/2020) su Università e Ricerca.

 

Illustrissimo Ministro, Chiarissimi Rettori,

L’Associazione Ricercatori e scienziati Italiani all’Estero (RIE) ha accolto con estremo entusiasmo il piano di investimenti straordinario che il Governo ha previsto con il Decreto Rilancio (DL 34/2020) su Università e Ricerca.

In particolare, con riferimento al “Capo IX – Misure in materia di università e ricerca”, all’Art.238 è stata prevista l’assunzione di un consistente numero di ricercatori universitari di tipo b (RTDb, come riportato nell’estratto che segue).

“Al fine di sostenere l’accesso dei giovani alla ricerca, l’autonomia responsabile delle universita’ e la  competitivita’ del sistema  universitario e della ricerca italiano a livello internazionale, e’ autorizzata nell’anno 2021, in deroga alle vigenti facolta’ assunzionali  e,  comunque,  in  aggiunta  alle  assunzioni previste  dall’articolo  6, comma  5-sexies  del  decreto-legge  30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge  28 febbraio 2020, n. 8, l’assunzione di ricercatori di cui  all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010,  n.  240, nel limite di spesa di 200 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. Ai fini del riparto tra le universita’ delle risorse di cui al presente comma, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 6, comma 5-sexies del decreto-legge n. 162 del 2019. Per le finalita’ di cui al presente comma il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’, di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge24 dicembre 1993, n. 537, e’ incrementato di 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021.”

A tal riguardo è importante ricordare che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel discorso introduttivo al decreto del 13 Maggio 2020, si è augurato espressamente che le risorse stanziate possano permettere il rientro di “tanti nostri brillanti giovani che sono andati all’estero” (l’estratto del discorso è visibile al seguente link: https://ricercatoriestero.org/litalia-riparte-da-universita-e-ricerca/).

L’obiettivo di questa lettera è sensibilizzare le Istituzioni Universitarie e i Centri di Ricerca che dispongono di tali risorse al fine di avvantaggiarsi dell’importante bacino di conoscenza e competenze di talentuosi ricercatori che hanno svolto un consistente periodo di ricerca in prestigiose Istituzioni estere. Il loro reclutamento o rientro, nel caso di ricercatori che abbiano in passato operato in Italia, contribuirebbe a portare nelle Istituzioni Universitarie e Centri di Ricerca Italiani non solo innovazione e nuove frontiere della ricerca, ma anche altri aspetti che sono alla base del prestigio e del successo di tali centri esteri, come le reti di collaborazione internazionali e modalità gestionali, rafforzando innovazione, competitività, qualità e spessore della Ricerca Italiana.

Siamo convinti che questa possibilità contribuirà a portare linfa vitale nella sfida globale che le Istituzioni di ricerca sono chiamate ad affrontare per il progredire della scienza e per reagire prontamente a situazioni di emergenza, come ad esempio quelle che la pandemia COVID-19 ha generato.

Per queste ragioni ed in ottemperanza alle disposizioni introdotte dal DL Rilancio, RIE auspica che periodi di ricerca consistenti spesi da ricercatori in Istituzioni estere siano valorizzati e pertanto chiede che:

1) il 10% delle posizioni (stimate in circa 450) sia riservato a coloro che hanno svolto un considerevole periodo di ricerca all’estero. Questo effetto può essere ottenuto anche semplicemente finanziando ulteriormente il bando Rita Levi Montalcini o introducendo un nuovo bando similare.

2) nel 40% delle posizioni da attivare (stimate in circa 1800) il periodo di ricerca all’estero sia considerato titolo preferenziale.

 

RIE si fa portavoce di una proposta che, se accolta, consentirebbe di accelerare il processo di ammodernamento e internazionalizzazione delle Università Italiane e di allargare l’orizzonte della ricerca italiana.

 

15/06/2020

Associazione Ricercatori e scienziati Italiani all’Estero – APS (RIE)

 

La lettera in formato PDF è scaricabile da qui.

Chi avesse intenzione di appoggiare la lettera può firmarla nella  pagina Facebook “Notizie dai Ricercatori all’Estero”, avendo cura di inserire Nome Cognome, Posizione lavorativa, Istituzione, Nazione.

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